CANZONIERE | Teatro koreja, 16 nov 2017

great photo reportage from our magic Vincenzo de Pinto

Canzoniere Grecanico Salentino: Tamburi come Drum Machine

No Interview – Canzoniere Grecanico Salentino: Tamburi come Drum Machine

“Canzoniere” è il nuovo album del Canzoniere Grecanico Salentino, album raffinato e moderno, in cui i tipici tamburi vengono suonati come delle drum machine e gli strumenti tradizionali si affiancano a chitarre elettriche e bassi synth. C’è il Salento e l’America, tradizione e innovazione.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Mauro Durante per conoscere meglio questo “raccolto” di canzoni.

In che senso Lecce incontra New York in questo nuovo album?

Abbiamo avuto la fortuna di avere un produttore newyorchese, Joe Mardin, che è anche coautore di 3 brani. Inoltre, altri brani sono nati dalla collaborazione con grandi musicisti newyorchesi come Scott Jacoby, Steve Skinner, Rasmus Bille Bähncke, Michael Leonhart.

Bellissima la copertina che avete scelto. Come vi è venuta in mente l’idea di rappresentare la vostra musica con due prodotti simbolo di mondi apparentemente così diversi?

Proprio come i nostri nonni usavano la bottiglia di coca-cola come contenitore della loro salsa di pomodoro fatta in casa, noi usiamo il contenitore “canzone” per la nostra salsa fatta in casa: la nostra musica, le nostre parole, il nostro vissuto e quello che noi siamo. La salsa di pomodoro conserva la sua straordinaria forza identitaria anche dentro quella bottiglia, quello che vogliamo faccia la nostra musica quando si apre al mondo.

Perché lo definite un “raccolto” di canzoni?

Perché ci piace pensare che lo abbiamo composto “raccogliendo” canzoni.Ognuna di quelle canzoni è stata seminata dopo aver preparato con cura il terreno, poi curata per farla crescere bene, e l’abbiamo raccolta solo quando era matura.

Che messaggio volete lanciare con questo album?

Un messaggio di contatto, apertura e fiducia verso il mondo. Riscoprire l’uso delle mani come mezzo per toccarsi, proteggere e resistere.

In che modo gli strumenti della vostra tradizione posso fondersi con quelli elettronici?

In realtà in questo album di elettronico c’è solo la registrazione etnografica messa in loop all’inizio de Lu Giustacofane, e l’uso di strumenti analogici elettronici come il basso moog, che però era già presente nel nostro album precedente. Le percussioni possono dare l’impressione di essere elettroniche, ma in realtà sono i nostri tamburi a cornice suonati con le nostre mani.

Si può essere moderni senza perdere la propria memoria storica?

Non si può essere moderni senza memoria storica, mancherebbe il punto di riferimento.

Ci parlate delle varie personalità che si sono avvicinate a voi in questo album e di come sono nate queste bellissime collaborazioni?

Le collaborazioni secondo noi non devono mai essere fini a se stesse, o fatte solo per inseguire il “nome” dell’ospite di prestigio. In “Canzoniere” ogni cosa è al servizio della canzone, questa è la base comune della scelta di Marco, Justin e Piers: erano semplicemente perfetti per quelle canzoni. Sono tutti nostri amici e grandissimi musicisti, che abbiamo incontrato nelle nostre tante avventure musicali.

Domanda Nonsense: Qual è il luogo segreto della vostra terra che si deve visitare almeno una volta nella vita?

La nostra terra è così bella che risulta difficile indicare un luogo in particolare. Il nostro consiglio é di “perdersi” nel Salento, lasciarsi guidare dagli istinti e scoprire da soli i luoghi più incantati.

 

Intervista a cura di Egle Taccia

 

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Nuovo Canzoniere Grecanico Salentino | Il giornale della musica

DISCO
WORLD
tempo di lettura 3′

Una bottiglia di Coca-cola con dentro della passata di pomodoro – la copertina di questo Canzoniere, il nuovo album del Canzoniere Grecanico Salentino – è una metafora di molte cose. Volendo, della stessa world music: polpa “di tradizione” in una nuova confezione accattivante per il mercato di massa.

Eppure, dal momento che il Canzoniere Grecanico Salentino è oggi, molto probabilmente, il gruppo italiano più visibile sul mercato delle musiche del mondo, forte di apparizioni sui maggiori palchi americani ed europei e ampiamente recensito dai media, la copertina di Canzoniere potrebbe anche essere letta come il simbolo di un rilancio del gruppo con un’immagine meno oleografica, meno gonnelloni svolazzanti e piedi scalzi, menotaranta power e più “di sostanza”, più “pop” (in senso positivo) e meno “world (in senso negativo).

Sono interpretazione libere, naturalmente. Ma ascoltandoCanzoniere non si può non notare come l’asticella della musica si sia alzata, pure in gruppo che, dopo il suo rinnovamento generazionale intorno a Mauro Durante, ormai dieci anni fa (un quarto della storia del gruppo, nato quarantadue anni fa), sulla qualità di quanto suonava e degli strumentisti ha sempre puntato molto.

Canzoniere, in effetti, è un disco prodotto benissimo, nato a New York da collaborazioni con autori e produttori di peso della scena americana: il danese Rasmus Bille Bähncke (già con Sting), che mette mano alla battiatesca “Moi”, fra i momenti migliori del disco;Michael Leonhart (Bruno Mars, Lenny Kravitz) che collabora sulla melodia a presa rapida di “Ientu”; Steve Skinner (Diana Ross e Celine Dion) che mette le mani in “Con le mie mani”; Scott Jacoby (Coldplay, John Legend, Vampire Weekend) cui si deve l’ipnotica “Lu giustacofane”. Con in più, bonus, la chitarra di Justin Adams, la voce di Piers Faccini e il violoncello Marco Decimo.

Molte idee musicali, bei suoni, cori curatissimi (con le voci di Alessia Tondo, Emanuele Licci, Giancarlo Paglialunga), un uso – finalmente! – intelligente e originale dei field recordings… Un disco che è davvero un salto in avanti in termini di produzione per la scena italiana. E fa ben sperare che si possa fare in Italia della buona musica folk-world (chiamatela come volete) per un mercato “di massa” senza adagiarsi (troppo) sui soliti cliché mediterranei e globalisti. Quarantadue anni dopo, un Nuovo Canzoniere Grecanico Salentino: speriamo possa presto vantare innumerevoli tentativi di imitazione.

Il Canzoniere Grecanico Salentino sarà in tour in tutto il mondo da novembre: partenza da “casa”, a Lecce, il 16 e 17 novembre. PoiParigi (29 novembre), Berlino (30 novembre), Firenze (1 dicembre),Mestre (2 dicembre), Roma (3 dicembre), Tallin (5 dicembre), Pärnu(6), Jõhvi (7), Tartu (8), Bruxelles (9), Milano (10), Londra (15).

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Canzoniere, è la pizzica che si apre al mondo

No Review – “Canzoniere” del Canzoniere Grecanico Salentino è la pizzica che si apre al mondo

Il Canzoniere Grecanico Salentino, gruppo di musica popolare salentina fondato nel lontano 1975, torna con un nuovo album, pubblicato il 27 ottobre su etichetta “Ponderosa”, dal titolo rappresentativo “Canzoniere”.

L’album, che viene definito un “raccolto” di canzoni, è un viaggio intorno al mondo con sonorità che spaziano tra moderno e tradizione. Ci sono i tamburi, c’è la pizzica, la taranta, ma anche tanti strumenti elettronici, che si fondono con il sound tipico del CGS in maniera impeccabile, segno di un lavoro attento e meticoloso, mai ridondante. Non c’è niente di stucchevole, insomma. È come se Lecce incontrasse New York, ci dicono, come se ci trascinassero in uno di quei lunghi viaggi che hanno portato la formazione a divenire una delle maggiori esponenti italiane della world music.

Per meglio comprendere la portata dell’album, vi anticipo che per “Canzoniere” sono stati scomodati grandissimi nomi del panorama mondiale quali Joe Mardin, figlio del celebre Arif, produttore dell’Atlantic Records (ha lavorato con Norah Jones e Aretha Franklin, per capirci) che ha firmato la produzione del disco, e Joe LaPorta, vincitore di un Grammy per “Blackstar” di David Bowie, che è stato invece l’ingegnere del suono per il mastering. Già questi nomi, per chi ha avuto modo di vederli all’opera, sono indicativi di quanto sia ambizioso questo album, nel quale la formazione ha deciso di prendersi qualche azzardo.

“Quannu Te Visciu” apre il disco con un ritmo trascinante e un loop ossessivo; frutto di quell’incrocio tra vecchio e nuovo di cui vi parlavo, è un brano difficile da togliersi dalla testa e rappresenta la sintesi perfetta di tutto quello che possiamo trovare nell’album. Subito dopo il sound si rilassa, ci si avvicina alla natura fermandosi ad ascoltare il vento (“Ientu”).  “Lu giustacofane” parla della propria terra, di tutto il male che ha subito, della voglia di proteggerla dalla mano degli speculatori e dalle aggressioni esterne. “Con le mie mani” vede le percussioni al centro della scena. Il disco poi prende fiato e si perde nella dolcezza di “Tienime”, quasi una lettera d’amore affidata al vento, uno dei pezzi più coinvolgenti del disco. Si torna alla tradizione e ci si scatena in “Pizzica de sira”, dove la band si aggrappa alle proprie radici e alle sonorità tradizionali salentine. A questo punto i toni si scuriscono e ci addentriamo nell’antico rituale greco dell’altalena con “Aiora”, pezzo in cui vi è un bel crescendo di strumenti popolari che si incrociano alla perfezione con la chitarra elettrica di Justin Adams. “Subbra Sutta”, dove risplende la voce di Piers Faccini, il cui inglese si incrocia con il salentino, è un bellissimo momento di colore che ci porta verso il finale che si fa scuro con “La ballata degli specchi”, poi dolcissimo con “Sempre cu mie”, per esplodere infine nei colori di “Intra la danza”.

“Canzoniere” è l’ennesima prova di forza del Canzoniere Grecanico Salentino, uno dei nostri vanti musicali in tutto il mondo. Un bel viaggio della musica salentina in America, che la colora di bassi e influenze black, mantenendo però salde le proprie origini popolari. E’ colore e buio, tradizione e modernità, voglia di andarsene a scoprire il mondo tenendo stretta nel cuore la nostalgia per la propria terra.

Recensione a cura di Egle Taccia

 

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ARTRIBUNE scrive sulla collaborazione con CASA A MARE

 

la nostra collaborazione con il collettivo di arte contemporanea Casa a Mare, che ha curato la copertina e i contenuti visivi del nostro nuovo album, finisce sulla prestigiosa rivista d’arte specializzata ARTRIBUNE!

qui l’articolo firmato Claudia Giraud.

 

CGS on Radio24 #SoundCheck

 

Il #SoundCheck di oggi è dedicato alla musica italiana, appuntamento alle 19.15 su Radio 24, conduce Gege’ Telesforo con Francesco Tromba e il Super Riccardo Bomarsi alla parte tecnica. Music by CGS Canzoniere Grecanico Salentino, AINÉ,Sergio Cammariere, Willie Peyote, Ghemon,colapesce, Caparezza feat John De Leo, Orelle,Ilaria Pilar Patassini, Giovanni Truppi Ascoltatecihttps://goo.gl/2zZmdX

fRoots Magazine: un trionfo totale

fRoots Magazine, una delle più prestigiose riviste di world music al mondo, ci dedica parole indimenticabili in questa incredibile recensione del grande Chris Nickson.

“Quaranta del 2015 ha visto gli italiani CGS guadagnare il successo internazionale con un sound cresciuto in 40 anni, ma con radici che vanno indietro secoli nella tradizione della tarantella nelle zone attorno alla loro nativa Lecce. Come dare seguito a qualcosa del genere? il leader Mauro Durante ha preso una strada lunga e sorprendente per il CGS, lavorando con compositori meglio conosciuti per il loro lavoro nel pop e rock americano, e scegliendo Joe Mardin (figlio di Arif, della famosa Atlantic Records) come produttore. Questo avrebbe potuto significare finire fuori strada, ma se il risultato sonoro può sembrare più grande e pieno, neanche un grammo dell’integrità della band è stato compromesso.
Solo una delle canzoni (Pizzica De Sira) è tradizionale, ma il resto suona totalmente, assolutamente autentico, come se fosse stato estratto dalla terra secca. La nuova cantante Alessia tondo aggiunge tanto, un grande contrappunto alle voci di Durante, e ci sono grandi ritornelli su cui cantare, come su Lu Giustacofane e Moi. Ma è un album di sperimentazione, che inizia con loop parlato sul primo brano Quannu Te Visciu, e l’incisiva chitarra dell’ospite Justin Adams su Aiora. Il ritmo è vitale, come deve essere in ogni musica da trance, ma è fatto con grande sottigliezza, mentre Subbra Sutta porta echi di posti molto lontani dalla madreterra nei suoi vocalizzi e nelle sue deviazioni. La band è più forte che mai, gli arrangiamenti tutti spingono le canzoni, e la produzione è come cristallo; ogni elemento si incastra alla perfezione. É una grande opera nel modo migliore possibile, e un trionfo totale. Come poteva il CGS superare Quaranta? L’hanno fatto”

Recensione di “Canzoniere” firmata David Weiss su SonicScoop

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“Non hai bisogno di inseguire quei momenti tanto desiderati quando ascolti Canzoniere. L’essere travolti arriva a ondate in questo nuovo set di 12 canzoni di uno degli artisti più innovativi della world music, il Canzoniere Grecanico Salentino aka CGS. Quello che ascolti è classico e futuristico, antico e avanzato, liberatorio e coinvolgente – canzoni di cui ti innamori all’istante”

fantastico articolo sul nostro “Canzoniere” firmato David Weiss su SonicScoop. Potete leggare anche una fantastica intervista al nostro eccezionale produttore Joe Mardin, caldamente consigliata a fonici o aspiranti produttori.

 

Producer/Mixer Joe Mardin Shares His Secrets for Successful Long-Distance Collaborations

“Moi” è al primo posto nella playlist su Internazionale

Pier Andrea Canei su l’Internazionale ci mette al primo posto della sua playlist! grazie!!

<<“Cerchi quel colore che ti rappresenti, strumenti e suoni che ti dicano chi sei”. Eccola, la missione di questo nuovo Canzoniere: un grande album che imbottiglia la pummarola in bottiglie di Coca-Cola, che marita gli zufoli e Piers Faccini, e che nel video del brano Lu Giustacofane mette in scena la metafora delle teste di anziani del villaggio piantate nella terra come olivi, i loop e i lupini, e la pizzica da Lecce a New York. Con la produzione di Joe Mardin, in simbiosi con le idee di Mauro Durante. Ritmi del Sud in equilibrio sul tempo”

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